Luca1012 | Site

«Vado in ritiro». Ma il don era sulla Concordia

Posted in Religione on gennaio 28th, 2012 by luca1012

Difficile credere che una nave da crociera possa essere il luogo più adatto a ospitare un ritiro spirituale. Tutti quei comfort, quelle luci, quei divertimenti di ogni genere certo poco si addicono al silenzio che la meditazione e la preghiera richiedono. Questo devono aver pensato i fedeli della comunità di Besana Brianza, scoprendo che un loro sacerdote si trovava sulla Costa Concordia naufragata al Giglio, invece che in ritiro come aveva loro comunicato.

Protagonista della vicenda, don Massimo Donghi, responsabile per la zona di Besana degli oratori, della catechesi e dell’Unione pastorale giovanile, che è stato smascherato dal naufragio e dalla Rete. L’incidente del Giglio ha fatto venire a galla la verità che il sacerdote aveva prontamente occultato. Nessun ritiro in un luogo silenzioso e spartano: don Massimo era in vacanza a bordo della Concordia. E con lui i familiari più intimi. A “tradirlo” un post della nipote su Facebook: la notte del naufragio la giovane si è salvata e appena arrivata a riva ha rassicurato online parenti e amici, spiegando che era riuscita a raggiungere le scialuppe di salvataggio della Concordia assieme alla nonna e allo zio (il don appunto).

CHIARIMENTI – La cosa proprio non è andata giù ai parrocchiani di Besana Brianza, che ora chiedono chiarimenti. E chissà se don Massimo, «don Max» per i ragazzi, riuscirà a sostenere che, in fondo, anche a bordo di una nave da crociera si possono trovare silenzio e meditazione.

Tags: , , , , , , , ,

Auto rubata finisce parcheggiata sul tetto di una casa

Posted in Crimini on gennaio 27th, 2012 by luca1012
 I residenti di Fresno, California, non credevano ai loro occhi quando sono usciti di casa per capire che cosa fosse stato quel rumore che in molti avevano sentito. Infatti, un’auto era parcheggiata sul tetto di una casa. E un giovane uomo in mutande si stava allontanando a piedi dal luogo.

A prima vista, molti residenti hanno pensato che fosse una specie di scherzo, e che l’auto fosse stata calata sul tetto con una gru o qualcosa del genere. Difficile pensare che un’auto potesse da sola finire su un tetto, soprattutto senza fare grossi danni né all’auto stessa né alla casa. I primi a rimanere increduli i residenti dell’abitazione coinvolta nello strano incidente.

Quando la polizia è arrivata sul luogo dell’accaduto, però gli agenti sono riusciti a ricostruire l’accaduto. L’auto era stata da poco rubata, e il ladro (il giovane che era stato visto allontanarsi a piedi) procedeva a grande velocità.

Dalle tracce sulla strada, sembra che l’auto abbia prima toccato un marciapiede, e l’urto la avrebbe sollevata in aria. Mentre era in volo, ha toccato un muretto, che l’ha sollevata ulteriormente, e dopo di questo un albero, che l’ha portata all’altezza giusta per atterrare sul tetto. Una serie di circostanze fortuite e fortunate, perché se l’auto avesse centrato la casa al livello del suolo, probabilmente i residenti non ne sarebbero usciti illesi.

Il ladro è stato arrestato a poca distanza dal luogo dell’incidente.

Tags: , , , , , , , ,

Ecco perchè le donne impiegano così tanto tempo in bagno!

Posted in Divertenti on gennaio 26th, 2012 by luca1012

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: ‘MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto’ e poi ti mostrava ‘la posizione’ che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.

‘La posizione’ è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, ‘la posizione’ è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.

Quando ‘devi andare’ in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di ‘me la sto facendo addosso’.

Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con ‘la bambina piccola che non può più trattenersi’ e ne approfittano per passare avanti tutte e due!

A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai); non importa… Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta… dato che non c’è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi i pantaloni e assumi ‘la posizione’… AAhhhhhh… finalmente…

A questo punto cominciano a tremarti le gambe… perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa ‘non sederti mai su un gabinetto pubblico!’, così rimani nella ‘posizione’, ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere ‘la posizione’ richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo…! non ce n’è…! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli ‘O-CCU-PA-TOOO!!!’, continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l’altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze… il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero ‘non sai quante malattie potresti prenderti qui’.

Ma la debacle non è finita… sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!

Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un’eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l’unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. ‘Perché ci hai messo tanto?’ ti chiede irritato.

‘C’era molta coda’ ti limiti a rispondere.

E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere ‘la posizione’. E la dignità.

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.

Tags: , , , , , , , , ,

Voleva rapinare banche in skateboard: arrestato

Posted in Ladri on gennaio 26th, 2012 by luca1012
La polizia di Città del Messico ha arrestato un uomo che tentava di rapinare banche spostandosi sullo skateboard. Sergio Ledesma, questo il nome dell’aspirante ladro, e il suo mezzo di trasporto sono stati consegnati alla procura dopo che l’uomo aveva tentato di rapinare due banche sussurrando minacce ai cassieri. Il dipendente della prima banca ha semplicemente fatto finta di non aver sentito Ledesma, il quale ha poi proseguito il suo viaggio sullo skateboard in un altro istituto. Il secondo cassiere ha azionato un allarme silenzioso e ha iniziato a contare i soldi mentre Ledesma stava aspettando pazientemente. Quando è arrivata la polizia l’aspirante rapinatore era ancora in attesa davanti allo sportello.

Tags: , , , , ,

Apre il museo delle invenzioni fallite

Posted in Idee Geniali on gennaio 25th, 2012 by luca1012

Il fallimento può essere una strada verso il successo? Sembrerebbe di sì, vista la popolarità che sta raggiungendo il “museo delle invenzioni fallite” aperto da poco ad Herrnbaumgarten, in Austria.

Fritz Gall ha sempre avuto il pallino dell’inventore, ma come capita a diversi aspiranti inventori, le sue invenzioni erano spesso creative ma poco “pratiche”. Ma non si è scoraggiato, e ha deciso di organizzare una fiera delle “invenzioni-spazzatura”, coinvolgendo molti inventori che hanno mandato le loro invenzioni “senza successo” (un plauso va riconosciuto alla loro autoironia). “Ci aspettavamo 20 o 30 visitatori, ma ne sono arrivati più di 5.000, e abbiamo capito che l’idea era buona”.

E così, Gall ha deciso di sviluppare ulteriormente il museo, riuscendo ad ottenere anche una partecipazione da alcuni enti pubblici che hanno ritenuto interessante supportare l’idea.

Tra le invenzioni esposte, l’“anonimizzatore portatile”, un rettangolo di cartone nero attaccato ad un asticella che dovrebbe consentire a chi lo usa di occultare la propria identità in pubblico, o delle “matite a prova di errore”, che impediscono di scrivere cose sbagliate perché non hanno la mina (certo, questo impedisce anche di scrivere cose “non sbagliate”), o degli spazzolini senza setole, pensati per chi non ha denti.

Tags: , , , , ,