domenica 11 dicembre 2016
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Nicola Busto a proposito di Bitcoin, legge e fisco

In più riprese ho spiegato come minare Bitcoin oppure ancora come fare trading con Bitcoin. Ma cosa succede quando devi dichiarare guadagni in Bitcoin all’ADE? Come si è espressa l’Italia in materia di Bitcoin, legge e fisco? Raccogliendo l’esperienza maturata sul campo nel corso del tempo ho tentato di dare una risposta più o meno precisa. I guadagni in Bitcoin vanno dichiarati e su questo non ci piove, ricordandoti di prestare attenzione nei confronti di tutti coloro che, non trovando una normativa specifica per l’argomento, liquidavano il problema ritenendo la tassazione a favore del contribuente. Oggi ospito il prezioso intervento di Nicola Busto, blogger di bitcoinlawandtax, che cercherà di fare maggiore chiarezza riguardo Bitcoin, legge e fisco.

I don’t want a lawyer who tells me what I can’t do…

…I hire a lawyer to tell me how I can do what I want.

Così si presenta Nicola, fedele al motto di J.P. Morgan, che negli ultimi dieci anni ha maturato una significativa esperienza nel supporto legale al business. Laureato in Giurisprudenza nel 2002 presso l’Università Cattolica di Milano ha immediatamente cominciato a collaborare con realtà nazionali e multinazionali. In un simile contesto, in cui le innovazioni tecnologiche e di business comportano la creazione di normative sempre più complesse, ha ritenuto di interpretare la sua professione focalizzandosi sulla prevenzione dei rischi legali. Da tempo inoltre si occupa di problematiche connesse ai sistemi di pagamento, individuando nei Bitcoin uno dei tasselli grazie ai quali potrebbe prendere piede l’economia dei commons collaborativi recentemente preconizzata da Jeremy Rifkin. Di seguito troverai due suoi interventi relativi a Bitcoin, legge e fisco, in particolar modo riguardo mining e trading.

A proposito di mining

Da più parti si sente ripetere che l’inquadramento fiscale di Bitcoin discende inevitabilmente dall’inquadramento giuridico che ne si fa. Questa impostazione mi trova completamente d’accordo.  Se non che, per poter ragionare in questi termini, è necessario premettere che, in merito a Bitcoin, il legislatore italiano non si è ancora espresso. Nel silenzio del parlamento, sono stati gli interpreti ad approcciare il mondo delle monete virtuali con le loro teorie. Io appartengo alla “scuola di pensiero” per la quale Bitcoin è un bene ai sensi dell’art. 810 del codice civile. Sulla base di questo approccio anche l’inquadramento fiscale che può, per esempio, essere dato al mining è piuttosto chiaro: Il minatore produce un bene. Il legislatore prevede, per le attività di produzione, l’assoggettamento a tassazione dei frutti prodotti. Non poche sono le differenze derivanti dal fatto che tale attività sia svolta in termini professionali od occasionali, ma stanti le difficoltà ormai intrinseche nell’attività estrattiva, qualificherei questa seconda possibilità come puramente accademica e abbandonerei l’argomento.  Mi concentrerei, seppur nei limiti di questo intervento, sullo svolgimento dell’attività di mining professionale, ovvero l’attività estrattiva effettuata tramite investimenti ad esempio in strutture, hardware e svolta con continuità. In tal caso il minatore è, a tutti gli effetti, un imprenditore. Ciò con tutti gli obblighi che ne conseguono, ad esempio: Obbligo di iscrizione al registro delle imprese, svariati adempimenti civilistici e tributari (ad esempio dovrà avere una posizione conosciuta presso l’anagrafe tributaria identificata, dovrà provvedere alla tenuta della contabilità e all’assolvimento degli obblighi dichiarativi) e per tornare, concludendo, all’argomento più strettamente fiscale il bene da esso prodotto dovrà essere assoggettato ad IVA all’atto della sua cessione.

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Nicola Busto

A proposito di trading

Si è già detto come io sposi la teoria per la quale Bitcoin vada considerato un bene ai sensi dell’art. 810 del codice civile. Ai sensi di questa interpretazione sono già state svolte diverse considerazioni attinenti all’inquadramento fiscale, antiriciclaggio della criptpmoneta e in merito al suo apparentamento con la cosiddetta moneta complementare. Si è inoltre specificato come sotto questi profili il minatore di Bitcoin debba essere considerato al pari di un qualunque imprenditore che produca un bene (civilisticamente parlando). Che dire invece dell’imprenditore che venda Bitcoin? Ebbene mantenendosi aderenti a quanto premesso, questo venditore di bitcoin altro non è che un merchant ecommerce, è presumibile infatti che, stante la realtà del mercato odierno, la vendita avvenga online. Poco importa in questa prima fase di analisi che il merchant stia vendendo contro moneta FIAT piuttosto che contro un altro conio virtuale (o che questo, in entrambi i casi si autodefinisca “exchange”). Infatti anche se nel caso di “cripto contro cripto” troverebbe applicazione l’istituto della permuta (ex art. 1552 del codice civile), ai sensi dell’art. 1555 che recita: “Le norme stabilite per la vendita si applicano alla permuta, in quanto siano con questa compatibili”.

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Nicola Busto

A proposito di beni e servizi

Più complessa potrebbe essere la posizione del “compratore” di beni o servizi che “paghi” in Bitcoin. Saremmo sempre  in una situazione permutativa, ma a differenza del miner il “compratore potrebbe barattare in maniera occasionale o comunque non professionale, ingenerando, almeno per quanto mi è parso di percepire dopo le prime indaagini sul tema, qualche difficoltà all’interprete, almeno sotto il profilo fiscale. A riprova di ciò ho infatti riscontrato che n Italia, come spesso avviene, si è preferito aggirare l’ostacolo con una soluzione creativa: Stante quanto riporta questo articolo de Il Sole 24 Ore infatti ad un pagamento ricevuto in Bitcoin fa fronte l’emissione di fattura in euro. Simulando in sostanza una normale compravendita o erogazione di un qualunque servizio ed eludendo dunque la problematica sottostante.

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Nicola Busto

Sono conscio del fatto che un solo articolo non è in grado di esaurire il dibattito relativo al mondo di Bitcoin, legge e fisco ma sono altrettanto sicuro che grazie al prezioso intervento di Nicola è stata fatta un po’ più di chiarezza in materia. Per eventuali dubbi o chiarimenti non esitare a lasciare un commento all’articolo. Mentre per ulteriori informazioni ed approfondimenti riguardo Bitcoin, legge e fisco, una materia così intricata e dinamica, non posso fare altro che rimandarti al blog (scopri come creare un blog) di Nicola che sarà in grado di darti tutte le informazioni di cui necessiti anche tramite contatto diretto.

RIGUARDO A Luca Spinelli

Mi chiamo Luca Spinelli, sono nato a Carate Brianza nel 1994, vivo a Lissone e sono un SEO e webmaster con oltre 5 anni d’esperienza nell’AM. Dal 2009 ad oggi sono stato GA di BlackOGames e NoirBlack, BA di TheXNovaGames e trader di Bitcoin.

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